Bruno Larini

 

 

 

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Recensione trovata su un gruppo whatsapp di Mirco Mugnaini.

Avete mai pensato quale sia il messaggio profondo che si cela nelle opere di Border Line (Bruno L).

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Plutone è il più esterno tra i pianeti, la sua orbita molto larga lo porta a frequentare i margini del sistema solare. Considerato dagli antichi il Signore del sottosuolo e delle cose oscure, Pluto sventola il suo vessillo nei processi di trasformazione e modificazione profonda. Il glifo di questo oscuro Signore potrebbe senza dubbio essere assunto dal nostro Artefice.

B.L. è Artista completo ed eclettico, frequentatore dei circuiti ufficiali dell’Arte e al contempo attento osservatore del ribollente sottosuolo sperimentale. I suoi lavori, dai video (raffinatissimi) ai supporti impastati e brumosi, dai piani fluorescenti e post-industriali alle sculture cromatiche, senza dimenticare i ritratti vetrificati, sono indagini spietate e senza filtri della nostra condizione i cui effetti si palesano nella mutazione in atto tra l’apparente realtà e gli innesti artificiali .. macchina umana, fatta di tronconi e cavie, ferite procurate da protesi fisiche e psichiche, che cerca la propria sublimazione. Puoi immaginare di osservare la sua opera ma in realtà è lei ad indagarti, ogni parte della superficie epidermica del supporto è un occhio nascosto, acquattato intento ad osservare! Questo sterminato lavoro (che si snoda negli ultimi venticinque anni) ci racconta dell’unica rivoluzione che rimane da attuare .. il post-umanesimo .. Dove gli esseri supereranno i propri corpi – contenitori, dove gli scambi reali saranno più rarefatti e sporadici, dove il tempo non sarà misurato.

Nell’opera di B.L. si racconta del travaglio umano (pandemie comprese e chissà quali altre prove!) che non senza sofferenza ci porteranno all’uomo nuovo .. alle isole fluttuanti ..
Un antico detto alchemico diceva:
Quanto più i rami tenderanno verso il cielo, maggiormente le radici si spingeranno all’inferno.

 

 

In attesa di partecipare alla Triennale di Roma 2020. Partecipo a questa lunga e prestigiosa collettiva internazionale che si inaugura il 20 giugno.

 

 

 

 

 

Cibart 2019. La mia opera dal titolo “presente decadente, passato reminiscente” è collocata a Seravezza davanti alla casa dove abitava Giosuè Carducci. Trait d’union tra un poeta del passato e un poeta visivo contemporaneo?

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurazione del “Padiglione Europa” Venezia 2018.  B.L. prove fotografiche insieme alla dott.ssa Federica Savo, membro del comitato scientifico del Padiglione Nazionale Rep. Dominicana – Biennale di Venezia, Arte 2019. Davanti a “L’incontro” l’opera che ha permesso all’artista di ricevere il Premio alla carriera per le Arti Visive.

 

 

 

 

 

 

 

“Premio alla carriera per l’Arte”.  Camera dei Deputati Roma. 19/10/2018.

Motivazione della giuria:

“L’artista che interroga il nostro inconscio pur sapendo già tutto”.

 

 

 

 

 

 

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